Nel 1990, senza stravolgere la tradizione secolare, piuttosto puntando ancora sul vitigno autoctono per antonomasia, il Grillo, Marco avviò la produzione del suo primo vino bianco da tavola. Un vitigno austero, fino ad allora sconosciuto, utilizzato solo per la produzione del Marsala.
Sicilia occidentale, Contrada Samperi
13 %
1991
Oltre 25 anni
Calcareo, di medio impasto, tendente al sabbioso, pianeggiante. Sistema di allevamento: controspalliera Guyot, 3.500 ceppi per ettaro.
Ultima settimana di agosto.
Rigorosa selezione manuale dei grappoli, pressatura soffice, ottenendo un mosto che resterà a decantare naturalmente a freddo per 48 ore. La parte illimpidita si avvia alla fermentazione, con lieviti indigeni a temperatura controllata, inizialmente in vasche di acciaio e poi in fusti di rovere francese per preservarne gli aromi primari ed esaltarne il bouquet durante il periodo di affinamento.
12 mesi in fusti di rovere francese di varie dimensioni in presenza dei lieviti in sospensione (tecnica del bâtonnage) fino alla sua maturità. Affina bene in bottiglia.
Grappoli del Grillo nasce nel 1990 da un’esigenza precisa: restituire identità a un vitigno che, fino a quel momento, veniva utilizzato quasi esclusivamente come base per il Marsala.
Marco De Bartoli sceglie di vinificarlo in purezza, trattandolo come un grande bianco da tavola, capace di evolvere nel tempo e di esprimere pienamente il carattere del territorio.
Anche l’etichetta nasce da questa stessa intenzione. È Marco stesso a volere che il Grillo venga mostrato per ciò che è, nella sua forma più concreta. L’artista Carlo Lauricella traduce questa idea in una composizione che richiama le tavole ampelografiche: una sequenza di grappoli, osservati e ripetuti, quasi a costruire uno studio visivo del vitigno. Un gesto diretto: far vedere com’è fatto il Grillo, restituirgli riconoscibilità.
Il nome insiste su questa stessa direzione, riportando l’attenzione al grappolo, al punto di partenza. La vinificazione in acciaio e il lavoro sulle fecce fini seguono una logica coerente, lasciando spazio al vitigno senza sovrastrutture. Grappoli del Grillo è così uno dei vini che hanno ridefinito il ruolo di questa varietà, trasformandola da elemento funzionale a protagonista.
La tenuta si trova in contrada Samperi, a dodici chilometri da Marsala, su un terreno calcareo e sabbioso che il vento del Mediterraneo attraversa senza ostacoli. Il baglio è di fine Ottocento — mura spesse, luce filtrata, l’odore del legno stagionato che si sente già fuori. Intorno, i vigneti di Grillo coltivati ad alberello, come vuole la tradizione di questa terra.
12 HA
calcareo-sabbioso di medio impasto, pianeggiante
alberello e controspalliera Guyot; ceppi per ettaro 3.500.
manuale in piccole casse, le ultime settimane di settembre.
Selezione manuale delle uve, spremitura soffice, sedimentazione naturale, fermentazione tradizionale in fusti di rovere e castagno a temperatura ambiente.
Invecchiamento in fusti di rovere e castagno con un’aggiunta del 5% di vino più giovane ogni anno, utilizzando il tradizionale metodo perpetuo.
8.600