Tenuta Samperi
Al Baglio Vecchio Samperi, proprietà della famiglia da oltre due secoli, si custodisce una lunga tradizione di viticoltura marsalese. È qui che, alla fine degli anni Settanta, Marco De Bartoli sceglie di ripartire per restituire al vino di Marsala la sua origine territoriale.
Samperi si trova nella campagna marsalese, a pochi chilometri dal Mediterraneo. Una terra asciutta e calcarea, ricca di minerali, dove la vite cresce da generazioni e dove il Grillo ha trovato una delle sue espressioni più autentiche.
Da questo luogo nasce la visione di Marco De Bartoli: interpretare il territorio senza semplificarlo, rispettare i ritmi naturali della terra e lavorare con manualità, artigianalità e vitigni autoctoni. Non un ritorno nostalgico al passato, ma un modo di onorare la tradizione lasciando spazio all’evoluzione del tempo.
Prima che il Marsala diventasse il vino fortificato conosciuto nel mondo, nelle campagne marsalesi esisteva un altro modo di fare vino. Un vino che nasceva dalle uve del territorio e maturava lentamente nelle botti, accompagnato dal tempo e dall’ossigeno.
Era il perpetuum: un sistema in cui il vino non apparteneva a una sola annata, ma a una continuità. Non esisteva una singola annata da conservare. Il vino veniva custodito nelle botti e, anno dopo anno, rinnovato con piccole aggiunte di vino nuovo.
Era il modo in cui si produceva il vino di Marsala prima che il commercio internazionale ne cambiasse la natura. Un vino del territorio, nato per accompagnare la tavola e destinato a maturare lentamente nel tempo.
A Samperi, partendo dal vitigno che più appartiene a questa terra — il Grillo — Marco De Bartoli sceglie di tornare a quella pratica antica.
Non per imitare il passato, ma per riportare il vino alla sua origine territoriale e alla vocazione di questo luogo.
Nasce così Vecchio Samperi, il primo vino prodotto dall’azienda nel 1980: un perpetuo da uve Grillo che recupera la memoria del vino di Marsala com’era un tempo.
Il Grillo è il vitigno che più di ogni altro appartiene alla campagna marsalese. Per lungo tempo è stato coltivato quasi esclusivamente come base per la produzione del Marsala, apprezzato per la sua struttura e per la capacità di resistere al tempo e all’ossidazione.
A Samperi, Marco De Bartoli riconosce nel Grillo un potenziale più ampio: non solo uva da Marsala, ma vitigno capace di raccontare il territorio anche come vino bianco d’annata.
Nel 1990 nasce Grappoli del Grillo, uno dei primi vini siciliani prodotti in purezza da questo vitigno. Un progetto che restituisce dignità al Grillo e ne rivela il carattere: struttura, profondità, mineralità e una sorprendente capacità di evolvere nel tempo.
Da allora il Grillo diventa una delle chiavi per interpretare il territorio marsalese. Un vitigno austero e generoso, capace di esprimere il carattere della terra calcarea di Samperi e del clima mediterraneo che la circonda.
«Il Grillo non è solo l’uva del Marsala. È il vitigno che racconta Marsala.»
Dalla tenuta di Samperi nascono alcuni dei vini che meglio raccontano il territorio marsalese. A partire da Vecchio Samperi, perpetuo simbolo della memoria enologica di questo luogo, fino ai Marsala d’autore come Vigna La Miccia e Marsala Superiore Riserva, interpretazioni personali di una tradizione storica.
Accanto a questi vini nascono anche le espressioni più contemporanee del Grillo, come Grappoli del Grillo, uno dei primi bianchi siciliani prodotti in purezza da questo vitigno, e Terzavia, metodo classico che racconta un’altra possibilità di questa uva.
Vini diversi tra loro, ma uniti dallo stesso principio: interpretare il territorio di Marsala restando fedeli alla sua origine.
Nella cantina di Samperi, l’azienda utilizza pipe marsalesi da 416 litri per l’affinamento dei propri vini ossidativi. Si tratta di botti tipiche della tradizione locale, ancora oggi realizzate da manifatture marsalesi.
Il loro formato deriva storicamente dalla pipa portoghese, che aveva una capacità di circa 500 litri. Con lo sviluppo del commercio del Marsala tra la fine del Settecento e l’Ottocento, gli inglesi adattarono questo contenitore riducendone il volume a 416 litri, una misura che permetteva di ottenere una fortificazione precisa del vino aggiungendo due galloni di alcol.
Nel tempo si diffusero anche varianti come mezza pipa, tre quarti di pipa e il cosiddetto pipone da circa 1000 litri, segno dell’adattamento dei contenitori alle esigenze della produzione marsalese.
È proprio all’interno di queste botti che prende forma il perpetuo: il vino rimane nelle pipe e viene rinnovato nel tempo con piccole aggiunte di vino nuovo, mantenendo viva una continuità che attraversa le vendemmie.
La scelta di utilizzare pipe costruite da artigiani del territorio riflette la visione di Marco De Bartoli: custodire una tradizione tecnica del Marsala continuando a darle valore nel presente.
Il paesaggio agricolo della campagna marsalese è segnato da numerose cave di tufo, scavate nel corso dei secoli per estrarre la calcarenite gialla utilizzata nelle costruzioni del territorio.
Da queste cave proveniva la pietra con cui sono stati edificati molti bagli rurali, muri e architetture della campagna tra Marsala e le sue contrade, compreso il Baglio Vecchio Samperi.
Una volta esaurita l’estrazione, molte cave sono rimaste come grandi cavità nel terreno, diventando parte integrante del paesaggio agricolo. Oggi raccontano una storia parallela a quella della viticoltura: quella di una terra modellata nel tempo dal lavoro umano, tra vigneti, pietra e vento.
In questo paesaggio di suoli calcarei e antiche cave si sviluppa da generazioni la coltivazione della vite, che trova in queste terre aride e minerali uno dei suoi ambienti più vocati.
Tenuta Samperi, Marsala
Tenuta Samperi, Marsala
Tenuta Samperi, Marsala
12 HA
calcareo-sabbioso di medio impasto, pianeggiante
alberello e controspalliera Guyot; ceppi per ettaro 3.500.
manuale in piccole casse, le ultime settimane di settembre.
Selezione manuale delle uve, spremitura soffice, sedimentazione naturale, fermentazione tradizionale in fusti di rovere e castagno a temperatura ambiente.
Invecchiamento in fusti di rovere e castagno con un’aggiunta del 5% di vino più giovane ogni anno, utilizzando il tradizionale metodo perpetuo.
8.600