Fu in onore al territorio, alla contrada di Samperi, nell’entroterra marsalese, arida terra calcarea ricca di minerali, prezioso elemento nutritivo dei vigneti, che il primo vino di Marco De Bartoli prese il nome: “Vecchio Samperi”. La radice di partenza dalla quale sviluppare e diffondere il concetto di “territorialità”.
Sicilia occidentale, Contrada Samperi
16,5 %
1980
Tra i 20-42 anni
Pianeggiante, calcareo-sabbioso di medio impasto. Sistema di allevamento: alberello e controspalliera Guyot; 3.500 ceppi per ettaro.
Manuale in piccole casse, le ultime settimane di settembre.
Selezione manuale delle uve, spremitura soffice, sedimentazione naturale, fermentazione tradizionale in fusti di rovere e castagno a temperatura ambiente.
Invecchiamento in fusti di rovere e castagno con un'aggiunta del 5% di vino più giovane ogni anno, utilizzando il tradizionale metodo perpetuo.
Il Vecchio Samperi è la testimonianza storica di un vino eterno. Nasce da una sfida precisa: riportare il Marsala alla sua forma originaria, prima delle modifiche introdotte per esigenze commerciali. Marco De Bartoli sceglie di recuperare il metodo dei vini perpetui, lavorando su botti già vive provenienti da antiche riserve familiari e da realtà storiche che custodivano vini risalenti ai primi del Novecento.
È da queste masse che prende forma il vino, attraverso un sistema che non si interrompe mai. Ogni anno si preleva solo una piccola parte dalla botte più vecchia, ricolmandola con vino più giovane, in un equilibrio che si rinnova senza perdere memoria. In ogni bottiglia convivono così decine di vendemmie, stratificate nel tempo. Negli ombrai, il vino respira, si espande e si contrae seguendo le stagioni e il riflusso dell’aria.
Ogni prelievo è una sottrazione minima, ogni ricolmo un passaggio di testimone.
La tenuta si trova in contrada Samperi, a dodici chilometri da Marsala, su un terreno calcareo e sabbioso che il vento del Mediterraneo attraversa senza ostacoli. Il baglio è di fine Ottocento — mura spesse, luce filtrata, l’odore del legno stagionato che si sente già fuori. Intorno, i vigneti di Grillo coltivati ad alberello, come vuole la tradizione di questa terra.
12 HA
calcareo-sabbioso di medio impasto, pianeggiante
alberello e controspalliera Guyot; ceppi per ettaro 3.500.
manuale in piccole casse, le ultime settimane di settembre.
Selezione manuale delle uve, spremitura soffice, sedimentazione naturale, fermentazione tradizionale in fusti di rovere e castagno a temperatura ambiente.
Invecchiamento in fusti di rovere e castagno con un’aggiunta del 5% di vino più giovane ogni anno, utilizzando il tradizionale metodo perpetuo.
8.600