Marco dialogò per anni con i più esperti e anziani agricoltori dell’isola, per carpirne i segreti e imparare come l’uva, appassita al sole, potesse diventare il “Nettare degli Dei”. Capì che solo con un lungo processo di maniacale attenzione rivolta alla vigna, i grappoli appassiti al sole potevano trasformarsi nel suo passito, secondo l’origine tramandata dagli arabi. Bukkuram “Padre della Vigna” è il passito delle grandi annate.
Contrada Bukkuram, Isola di Pantelleria
14,5 %
1984
Dai 35 ai 50 anni
Vulcanico, collinare-terrazzato. Sistema di allevamento: alberello pantesco; 2.500 ceppi per ettaro.
Manuale, seconda settimana di agosto e prima settimana di settembre.
Appassimento al sole del 50% delle uve per almeno quattro settimane in appositi stenditoi, delimitati da grossi muri in pietra lavica. La rimanente parte matura sulla pianta sino a settembre. A fermentazione avanzata, si aggiunge l’uva appassita in precedenza e la si lascia macerare per circa tre mesi fino ad ottenere un equilibrato rapporto tra la componente alcolica e il residuo zuccherino.
30 mesi in fusti di rovere francese da 225l e 6 mesi in vasca di acciaio.
Negli anni Ottanta, Marco De Bartoli scoprì la magia di Pantelleria e decise di stabilirsi nella zona di Bukkuram, una contrada che da secoli ospita le viti di Zibibbo. Qui, in un dammuso del Settecento, Marco fondò la sua cantina, immersa in un paesaggio di vigneti ad alberello pantesco, ora patrimonio dell’umanità.
Attraverso anni di dialogo con gli agricoltori locali, Marco carpì i segreti dell’uva appassita al sole e della cura della terra, che gli permisero di trasformare l’antica tradizione in un vino straordinario. La terra pantesca, con il calore del Scirocco e il sole che asciuga i grappoli, dà vita a un passito unico, che racchiude il meglio di Pantelleria.
Nel 1984, Marco diede vita al Bukkuram, un moscato passito che unisce l’intensità dell’appassimento al sole con la freschezza e la sapidità che solo il territorio pantesco può offrire. Un passito che racconta una storia antica e sempre affascinante.
La tenuta si trova in contrada Samperi, a dodici chilometri da Marsala, su un terreno calcareo e sabbioso che il vento del Mediterraneo attraversa senza ostacoli. Il baglio è di fine Ottocento — mura spesse, luce filtrata, l’odore del legno stagionato che si sente già fuori. Intorno, i vigneti di Grillo coltivati ad alberello, come vuole la tradizione di questa terra.
12 HA
calcareo-sabbioso di medio impasto, pianeggiante
alberello e controspalliera Guyot; ceppi per ettaro 3.500.
manuale in piccole casse, le ultime settimane di settembre.
Selezione manuale delle uve, spremitura soffice, sedimentazione naturale, fermentazione tradizionale in fusti di rovere e castagno a temperatura ambiente.
Invecchiamento in fusti di rovere e castagno con un’aggiunta del 5% di vino più giovane ogni anno, utilizzando il tradizionale metodo perpetuo.
8.600