Una natura incontrastata, “burbera” forse come Marco. Ma da quella natura riuscì a capire, per primo, che vinificando le uve di Zibibbo, coltivate nella zona più esposte a Nord, in C. da Cufurà e C. da Ghirlanda, era possibile produrre un vino bianco secco dalle spiccate note minerali, aromatico, intenso e complesso.
C.da Cufurà e C.da Ghirlanda, Isola di Pantelleria
12,5 %
1989
Oltre 60 anni
Vulcanico, collinare terrazzato. Sistema di allevamento: alberello pantesco.
Prima settimana di settembre.
Dopo una rigorosa selezione manuale dei grappoli, l’uva viene diraspata e delicatamente pigiata per avviare una macerazione a freddo per circa 24 ore. In seguito alla pressatura soffice, il mosto, a bassa temperatura, resta a decantare per 48 h. La parte illimpidita si avvia alla fermentazione con lieviti indigeni in vasche di acciaio a temperatura controllata.
9 mesi in vasca di acciaio.
A Pantelleria, lo Zibibbo è sempre stato sinonimo di vino dolce. Il Pietranera nasce per fare esattamente il contrario.
Le vigne sono esposte a nord, dove il sole arriva meno e il vento incide di più, rallentando la maturazione e preservando una freschezza inattesa per un’isola così estrema. È da qui che prende forma uno Zibibbo secco, teso, quasi tagliente, lontano da qualsiasi idea di morbidezza.
Il nome richiama la pietra lavica dell’isola, ossidiana e basalto, che non è solo paesaggio, ma parte attiva del vino. La vinificazione in acciaio elimina ogni mediazione, lasciando emergere il vitigno nella sua forma più diretta.
Anche l’etichetta segue questa logica: scura e materica, restituisce l’immagine dell’isola nera, modellata dal vulcano e dal vento. Il Pietranera è così uno Zibibbo che non cerca concentrazione, ma tensione. Un vino che nasce in un’isola di sole, ma si definisce nell’ombra e nel vento.
La tenuta si trova in contrada Samperi, a dodici chilometri da Marsala, su un terreno calcareo e sabbioso che il vento del Mediterraneo attraversa senza ostacoli. Il baglio è di fine Ottocento — mura spesse, luce filtrata, l’odore del legno stagionato che si sente già fuori. Intorno, i vigneti di Grillo coltivati ad alberello, come vuole la tradizione di questa terra.
12 HA
calcareo-sabbioso di medio impasto, pianeggiante
alberello e controspalliera Guyot; ceppi per ettaro 3.500.
manuale in piccole casse, le ultime settimane di settembre.
Selezione manuale delle uve, spremitura soffice, sedimentazione naturale, fermentazione tradizionale in fusti di rovere e castagno a temperatura ambiente.
Invecchiamento in fusti di rovere e castagno con un’aggiunta del 5% di vino più giovane ogni anno, utilizzando il tradizionale metodo perpetuo.
8.600