
Uno spumante rosé metodo classico da uve Pignatello 100% che rappresenta la tradizione di un territorio in evoluzione, esaltando caratteri fino ad oggi inesplorati. Tradizione francese e spiccata personalità siciliana.
Sicilia occidentale, Marsala (TP).
12 % vol.
2010
20 anni
Di medio impasto argilloso, pianeggiante.
Sistema di allevamento: controspalliera Guyot; ceppi per ettaro 3.500.
Manuale in piccole casse, fine settembre.
Le uve vengono raffreddate e sottoposte a una selezione dei grappoli. Segue una pressatura soffice diretta delle uve intere e, dopo la decantazione spontanea del mosto, si attende l’avvio della fermentazione in vasche di acciaio. La fermentazione è operata da lieviti indigeni (naturali) e con un impiego minimo di solfiti. Il Pignatello viene vinificato in bianco.
/Settembre 2023) Aggiunta di mosto fresco, sempre ottenuto da uve Pignatello dell’annata successiva (2024). Il mosto fresco viene aggiunto al vino in quantità proporzionali tali da diluire il tenore in alcool e apportare la quantità di zucchero (naturale) necessaria alla presa di spuma. L’apporto di zuccheri non supera il 15%.
14 mesi sui lieviti.
Terzavia Rosé è una curiosa innovazione nella gamma De Bartoli: l’unico spumante che non nasce dal Grillo, ma dal Pignatello. Lo stesso vitigno che dà vita al Rosso di Marco, ma qui espresso in una bollicina fine e delicata.
Questo rosé ha un carattere unico: il suo colore ramato richiama la “buccia di cipolla”, elegante e raffinato, una sfumatura che lo rende diverso dai rosé più convenzionali, ma che porta con sé tutta l’autenticità siciliana. La vinificazione è altrettanto peculiare. Pressatura soffice, mosto fresco per il tiraggio, e un affinamento sui lieviti che conferisce al vino freschezza, finezza e una mineralità che non ti aspetti.
Terzavia Rosé è il perfetto esempio di come il Pignatello possa sorprendere. Una bollicina che, come il territorio che la genera, racconta la Sicilia in modo nuovo.
La tenuta si trova in contrada Samperi, a dodici chilometri da Marsala, su un terreno calcareo e sabbioso che il vento del Mediterraneo attraversa senza ostacoli. Il baglio è di fine Ottocento — mura spesse, luce filtrata, l’odore del legno stagionato che si sente già fuori. Intorno, i vigneti di Grillo coltivati ad alberello, come vuole la tradizione di questa terra.
12 HA
calcareo-sabbioso di medio impasto, pianeggiante
alberello e controspalliera Guyot; ceppi per ettaro 3.500.
manuale in piccole casse, le ultime settimane di settembre.
Selezione manuale delle uve, spremitura soffice, sedimentazione naturale, fermentazione tradizionale in fusti di rovere e castagno a temperatura ambiente.
Invecchiamento in fusti di rovere e castagno con un’aggiunta del 5% di vino più giovane ogni anno, utilizzando il tradizionale metodo perpetuo.
8.600