Il Lucido è prodotto con uve 100% Catarratto (il vitigno a bacca bianca più diffuso in Sicilia), nella sua variante denominata Catarratto bianco lucido, più delicata e fresca rispetto alla variante comune, e con il caratteristico retrogusto amaro molto meno marcato.
Il nome di lucido o etra-lucido deriva dal caratteristico aspetto lucente, dato da una presenza minore di pruina, sostanza cerosa e dal colore biancastro che ricopre gli acini e dona alle uve un aspetto vellutato, influendo sul colore del grappolo.
Sicilia occidentale, Provincia di Trapani
12,5 %
2008
Oltre 15 anni
Sabbioso-calcareo di medio impasto. Sistema di allevamento: controspalliera Guyot, 3.500 ceppi per ettaro.
Manuale, prima settimana di settembre.
Dopo il raffreddamento e una rigorosa selezione manuale, i grappoli vengono delicatamente pigiati. Il mosto a bassa temperatura resta a decantare per 48 ore. La parte illimpidita si avvia alla fermentazione con lieviti indigeni in vasche di acciaio a temperatura controllata e con un impiego minimo di solfiti.
7 mesi in vasche d’acciaio, sulle fecce fini.
Il Catarratto è uno dei vitigni più coltivati in Sicilia, a lungo associato più alla quantità che alla qualità, ma raramente raccontato per ciò che può essere. Lucido nasce per colmare questa distanza.
All’origine del progetto c’è il recupero di una selezione da Pantelleria, che Marco De Bartoli porta a Marsala scegliendo il biotipo “Lucido”, caratterizzato da acini più brillanti e da una maggiore precisione espressiva. Questo gesto prende forma anche nell’etichetta: il disegno botanico d’epoca, tratto da tavole ampelografiche, restituisce al vitigno una profondità storica rimasta a lungo in secondo piano. La vinificazione in acciaio e il lavoro sulle fecce fini seguono la stessa direzione, lasciando spazio al vitigno senza sovrastrutture.
Il Lucido è così uno dei monovitigni più essenziali dell’azienda, un vino che rende evidente ciò che il Catarratto può essere.
La tenuta si trova in contrada Samperi, a dodici chilometri da Marsala, su un terreno calcareo e sabbioso che il vento del Mediterraneo attraversa senza ostacoli. Il baglio è di fine Ottocento — mura spesse, luce filtrata, l’odore del legno stagionato che si sente già fuori. Intorno, i vigneti di Grillo coltivati ad alberello, come vuole la tradizione di questa terra.
12 HA
calcareo-sabbioso di medio impasto, pianeggiante
alberello e controspalliera Guyot; ceppi per ettaro 3.500.
manuale in piccole casse, le ultime settimane di settembre.
Selezione manuale delle uve, spremitura soffice, sedimentazione naturale, fermentazione tradizionale in fusti di rovere e castagno a temperatura ambiente.
Invecchiamento in fusti di rovere e castagno con un’aggiunta del 5% di vino più giovane ogni anno, utilizzando il tradizionale metodo perpetuo.
8.600