
Vini integrati nel territorio attraverso la sperimentazione in chiave tradizionale. Dal latino integer, e cioè integro, questi vini realizzati solo con vitigni autoctoni, trovano nei nostri territori il loro habitat naturale, poiché acclimatati da millenni.
Nel totale rispetto del terroir, abbiamo limitato l’intervento dell’uomo, evitando qualsiasi trattamento chimico, fisico, meccanico così come tutte quelle pratiche di forzatura di tipo convenzionale.
Sicilia occidentale, Contrada Samperi, Marsala (TP)
13,50 % vol.
2006
Oltre 20 anni
SO₂ totale: <20 mg/l (senza solforosa aggiunta)
Zuccheri residui: <1 g/l
Acidità totale: 5,90 g/l
PH: 3,31
Calcareo, di medio impasto, tendente al sabbioso, pianeggiante.
Sistema di allevamento: controspalliera Guyot; ceppi per ettaro 3.500.
Il vigneto non è sottoposto ad alcuna concimazione chimica vengono drasticamente ridotti, utilizzando dosi minime di rame e zolfo. La resa per pianta è moderata, la selezione dei grappoli è manuale, con raccolta in piccole casse e brevi tragitti tra vigneto e cantina.
Prima settimana di settembre.
Resa per ettaro (Q): 60.
Dopo una rigorosa selezione manuale dei grappoli, l’uva viene diraspata e delicatamente pigiata per avviare una fermentazione spontanea in anfore di terracotta non smaltate da 330lt, in presenza di bucce, a opera di lieviti indigeni, senza rimontaggi né follature, per circa due settimane, nel rispetto dei naturali tempi di fermentazione. Tolte le bucce a fine fermentazione, il vino continua la sua evoluzione in anfora per circa 10 mesi a contatto con fecce fini. Imbottigliato senza refrigerazione, non chiarificato, non filtrato.
“Integer” significa integro, e definisce un approccio che rinuncia a ogni correzione: nessun lievito selezionato, nessuna chiarifica o filtrazione, nessuna aggiunta, solo il tempo e la materia.
La fermentazione avviene in anfora, a contatto con le bucce, seguendo un gesto antico in cui l’intervento umano si riduce al minimo. Anche la bottiglia fa parte di questo racconto. È bassa, con la spalla a spiovente, e richiama le linee dei bagli di Marsala, oltre a favorire la naturale sedimentazione di un vino non filtrato.
Per questo, prima del servizio, si apre una scelta: agitare delicatamente la bottiglia per rimettere in sospensione i sedimenti e ottenere una beva più uniforme e materica, oppure versare con attenzione per lasciarli sul fondo e leggere il vino in modo più limpido. Due gesti diversi, due esperienze diverse, entrambe possibili.
La tenuta si trova in contrada Samperi, a dodici chilometri da Marsala, su un terreno calcareo e sabbioso che il vento del Mediterraneo attraversa senza ostacoli. Il baglio è di fine Ottocento — mura spesse, luce filtrata, l’odore del legno stagionato che si sente già fuori. Intorno, i vigneti di Grillo coltivati ad alberello, come vuole la tradizione di questa terra.
12 HA
calcareo-sabbioso di medio impasto, pianeggiante
alberello e controspalliera Guyot; ceppi per ettaro 3.500.
manuale in piccole casse, le ultime settimane di settembre.
Selezione manuale delle uve, spremitura soffice, sedimentazione naturale, fermentazione tradizionale in fusti di rovere e castagno a temperatura ambiente.
Invecchiamento in fusti di rovere e castagno con un’aggiunta del 5% di vino più giovane ogni anno, utilizzando il tradizionale metodo perpetuo.
8.600