
INTEGER©: integrale nel vitigno e nel territorio.
Vini integrati nel territorio attraverso la sperimentazione in chiave tradizionale. Dal latino integer, e cioè integro, questi vini realizzati solo con vitigni autoctoni, trovano nei nostri territori il loro habitat naturale, poiché acclimatati da millenni.
Nel totale rispetto del terroir, abbiamo limitato l’intervento dell’uomo, evitando qualsiasi trattamento chimico, fisico, meccanico così come tutte quelle pratiche di forzatura di tipo convenzionale.
Contrada Bukkuram, Isola di Pantelleria (TP), 200 m s.l.m., esposizione sud-ovest.
12,50 % vol.
2006
Oltre 60 anni
SO₂ totale: 21 mg/l (senza solforosa aggiunta)
Zuccheri residui: 1.4 g/l
Acidità totale: 4.14 g/l
PH: 3,86
Vulcanico, collinare terrazzato.
Sistema di allevamento: alberello pantesco; ceppi per ettaro 2.500.
Il vigneto non è sottoposto ad alcuna concimazione chimica vengono drasticamente ridotti, utilizzando dosi minime di rame e zolfo. La resa per pianta è moderata, la selezione dei grappoli è manuale, con raccolta in piccole casse e brevi tragitti tra vigneto e cantina.
Le uve, raccolte durante la prima decade di ottobre a Pantelleria, sono i cosiddetti “sganguna” o racemi, e cioè i grappoli nati tardivamente dalle femminelle. Queste non sono disponibili tutti gli anni, poiché in annate particolarmente umide e piovose non raggiungono la maturazione.
Resa per ettaro (Q): 25.
Dopo una rigorosa selezione manuale dei grappoli, l’uva viene diraspata e delicatamente pigiata per avviare una fermentazione spontanea in anfore di terracotta non smaltate da 330lt, in presenza di bucce, a opera di lieviti indigeni, senza rimontaggi né follature, per circa due settimane, nel rispetto dei naturali tempi di fermentazione. Tolte le bucce a fine fermentazione, il vino continua la sua evoluzione in anfora per circa 10 mesi a contatto con fecce fini. Imbottigliato senza refrigerazione, non chiarificato, non filtrato.
N° di bottiglie prodotte: 7.000
Integer Zibibbo nasce a Pantelleria come evoluzione naturale dell’idea di “integro”, applicata a un vitigno che per tradizione è sempre stato legato alla dolcezza. Qui, invece, lo Zibibbo viene portato in una direzione opposta, cercando una forma più essenziale e rigorosa.
La fermentazione e la macerazione avvengono interamente in anfora, a contatto con le bucce, lasciando che il vino si sviluppi senza interventi correttivi. La bottiglia racconta il legame con il territorio: la spalla è morbida e bombata, e richiama la forma dei dammusi, le architetture in pietra lavica che definiscono il paesaggio di Pantelleria. Nel bicchiere il vino sorprende. I profumi ricordano lo Zibibbo più classico, ma il sorso è secco, salino, quasi austero.
Come per tutta la linea Integer, il sedimento è parte integrante del vino: si può agitare delicatamente la bottiglia per rimetterlo in sospensione e ottenere una beva più piena e uniforme, oppure versare con attenzione per una lettura più limpida e progressiva. Un vino essenziale, radicale, profondamente legato alla roccia e al vento dell’isola.
12 HA
calcareo-sabbioso di medio impasto, pianeggiante
alberello e controspalliera Guyot; ceppi per ettaro 3.500.
manuale in piccole casse, le ultime settimane di settembre.
Selezione manuale delle uve, spremitura soffice, sedimentazione naturale, fermentazione tradizionale in fusti di rovere e castagno a temperatura ambiente.
Invecchiamento in fusti di rovere e castagno con un’aggiunta del 5% di vino più giovane ogni anno, utilizzando il tradizionale metodo perpetuo.
8.600