
Joséphine Rouge è un rosso dolce da Pignatello, nato dall’incontro tra la struttura del vitigno e una vinificazione che ne conserva una parte naturale degli zuccheri. La fermentazione avviene sulle bucce e viene successivamente arrestata con l’aggiunta di acquavite di vino.
L’affinamento in rovere francese accompagna il vino verso un profilo intenso, morbido ed equilibrato, particolarmente adatto all’abbinamento con il cioccolato.
Sicilia Occidentale
18 % vol.
1984
Impianto del 1992
Collinare.
Sistema di allevamento: controspalliera Guyot; 3.800 ceppi per ettaro.
Manuale, dal 27 al 30 settembre.
Resa per ettaro: 40 hl.
Fermentazione in presenza delle bucce, con follature e rimontaggi tradizionali fino alla presa del colore. Successivamente viene aggiunta acquavite di vino per arrestare la fermentazione e mantenere un residuo zuccherino naturale.
30 mesi in botti di rovere francese da 10 hl.
N° di bottiglie prodotte 6.280
Joséphine Rouge nasce da una storia di famiglia.
Joséphine De Spagne, signora di Bordeaux e bisnonna di Marco De Bartoli, aveva una particolare passione per la mousse al cioccolato. Secondo il racconto tramandato in famiglia, promise il proprio amore a chi fosse riuscito a trovare il vino capace di accompagnare quel dessert. La ricerca non ebbe successo e Joséphine ritirò la promessa.
Ottant’anni dopo, Marco De Bartoli raccolse idealmente quella sfida creando Joséphine Rouge: un rosso dolce da Pignatello pensato proprio per incontrare il cioccolato.
Il vino conserva 54 g/l di zucchero residuo e un’acidità totale di 5,50 g/l, elementi che contribuiscono all’equilibrio tra dolcezza, struttura e freschezza.
Si accompagna in particolare a dessert a base di cioccolato ed è ideale con il cioccolato fondente. Da servire leggermente fresco, preferibilmente in un calice a tulipano.
La tenuta si trova in contrada Samperi, a dodici chilometri da Marsala, su un terreno calcareo e sabbioso che il vento del Mediterraneo attraversa senza ostacoli. Il baglio è di fine Ottocento — mura spesse, luce filtrata, l’odore del legno stagionato che si sente già fuori. Intorno, i vigneti di Grillo coltivati ad alberello, come vuole la tradizione di questa terra.
12 HA
calcareo-sabbioso di medio impasto, pianeggiante
alberello e controspalliera Guyot; ceppi per ettaro 3.500.
manuale in piccole casse, le ultime settimane di settembre.
Selezione manuale delle uve, spremitura soffice, sedimentazione naturale, fermentazione tradizionale in fusti di rovere e castagno a temperatura ambiente.
Invecchiamento in fusti di rovere e castagno con un’aggiunta del 5% di vino più giovane ogni anno, utilizzando il tradizionale metodo perpetuo.
8.600